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IL PRESEPE GEOMETRICO DI LUCIO DEL PEZZO

2013, legno,  Ø metri 3

Del Pezzo prima ha disegnato il presepe, poi lo ha tradotto in ceramica, quindi in legno. Intanto, non ha sostituito Napoli a Betlemme, non ha scavato nei magazzini di via San Gregorio Armeno e neppure si è fatto condizionare dalle  icone del nostro secolo, una sorta di fusione dada-pop dove popolare è inteso tutto in senso meridionale, tra manichini grotteschi e tavole del ricordo. Non ha rinunciato al rito dell’analisi e del rigore, perciò ha tracciato linee e costruito forme all’insegna della geometria, prima di fare ha progettato per vedere, trasferendo nel taglio del legno, e nel colore depositatovi, tutto l’esercizio linguistico messo in atto nel corso di mezzo secolo. Soprattutto, non ha perduto il gusto di un costante interrogarsi e interrogare i segni della realtà, i simboli del grande mistero nello spazio fantastico, arcano ed enigmatico del presepe.    

CARO GESÙ BAMBINO

Caro Gesù Bambino,

con questa mia preghiera

ti chiedo di liberarci

da ira, accidia e superbia,

e renderci più consapevoli

di vivere insieme

e fare in modo che la nostra vita

sia più in armonia con il creato

e coi nostri simili.

Grazie e così sia.

Lucio Del Pezzo

Lucio Del Pezzo era nato a Napoli nel 1933 e si è spento a Milano nel 2020.  Nel 1954 ottiene una borsa di studio per ricerche archeologiche in Grecia. Nel 1955 tiene la prima mostra personale a Padova. Nel 1958 fonda con Biasi, Di Bello, Fergola, Luca e Persico il “Gruppo 58” e la rivista “Documento-Sud” collegati ai gruppi d’avanguardia “Nucleare” di Milano, “Phases” di Parigi, “SPUR” di Monaco e “BOA” di Buenos Aires. Nel 1958 organizza anche la sua prima mostra all’estero, a Stoccarda. Nel 1960 si trasferisce a Milano e allestisce una personale nella Galleria di Arturo Schwarz. Seguono le mostre a New York e alla XII Triennale di Milano. Nel 1964 si trasferisce a Parigi e nel 1968 presenta la sua prima personale. Nel 1970 inizia a collaborare con l’Olivetti, nel 1974 grande antologica alla Rotonda della Besana di Milano. Intenso il rapporto con la Galleria Marconi. A partire dal 1980 segue una serie di incarichi didattici a Milano e viaggia in India, Nepal e Polinesia. Nel 2000 prepara quattro grandi rilievi ceramici e una plastica in bronzo per due stazioni della Metropolitana di Napoli. L’ultimo omaggio dello Studio Marconi al suo lavoro è del 2018 a Milano.

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