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L’incontro tra arte e fede, unico nel suo genere, è promosso dal Museo Internazionale della Grafica – Biblioteca Comunale “Alessandro Appella” e dalla Pro Loco di Castronuovo S.A., al fine di realizzare quel connubio in cui  la stessa artista credeva : Religione ed Arte vanno su binari paralleli, partono dall’umano in cerca dell’universale, cercano le risposte ad una stessa domanda.

 A CASTRONUOVO SANT’ANDREA

LA SANTA MESSA PASQUALE ALL’INSEGNA DELL’ARTE DI MARIA LAI

A integrazione della mostra attualmente aperta al MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea. Matera, domenica 20 aprile 2014, Pasqua di Resurrezione, alle ore 11, nella Chiesa Madre di Santa Maria della Neve, in Castronuovo Sant’Andrea, celebrazione della Santa Messa di Pasqua sull’altare impreziosito dalla tovaglia originale di Maria Lai, artista sarda scomparsa lo scorso anno, tra le più grandi innovatrici della ricerca espressiva del secolo appena trascorso. Si tratta di una tovaglia di lino, una delle quattro progettate per la settimana della passione, realizzata dall’artista nel 1979, con la tecnica del collage di stoffe e jeans, cuciture a macchina, pizzo all’uncinetto.

L’incontro tra arte e fede, unico nel suo genere, è promosso dal MIG. Museo Internazionale della Grafica Biblioteca Comunale “Alessandro Appella” e dalla Pro Loco di Castronuovo S.A., al fine di realizzare quel connubio in cui  la stessa artista credeva : Religione ed Arte vanno su binari paralleli, partono dall’umano in cerca dell’universale, cercano le risposte ad una stessa domanda.

Dichiaratamente laica, Maria Lai ha di fatto attinto a piene mani agli episodi dei Vangeli, realizzando sempre nuovi presepi, l’Annunciazione, la solitudine di Maria, la strage degli Innocenti, lo sguardo al cielo dei pastori, le comete di speranza (cfr. le spighe nei cieli stellati, i piani sospesi nel firmamento), ha scritto poesie, composte almeno tre “Via Crucis”, uno stendardo per la processione della Madonna e disegnato Angeli a non finire. Anche quando disegnava un gregge di pecore vi si vedeva un presepio, un’attesa, una sospensione del tempo. Ultimamente era alle prese con il tema della Creazione, orientandola in maniera che la risposta potesse illuminare sul concetto e il fine dell’Arte. Da qui i quesiti: Se Dio ha creato Adamo già adulto, cioè con le fattezze di un adulto, come poteva pretendere che non sbagliasse, che non fosse preso dalla curiosità, dall’avventura, dalla trasgressione…in fondo in quel corpo di adulto c’era un bambino che era appena venuto al mondo. Perché punirlo? Perché cacciarlo dal paradiso celeste? Cosa era il Paradiso Celeste?

Con la tovaglia dipinta, i suoi simboli dipinti in azzurro e nero, al centro la corona di spine, Maria Lai esprime fedelmente il significato della Pasqua cristiana: l’altare è la croce su cui, in ogni messa, si avvera l’identico sacrificio della stessa vittima: l’Agnello pasquale, Gesù. Con la distribuzione della comunione, in cui sono presenti il Corpo, il Sangue, l’Anima e la Divinità di Gesù, i fedeli entrano in comunione con Dio e pregustano i suoi beni, chiedono espiazione dei propri peccati, implorano la benedizione di Dio e chiedono il suffragio per le anime dei defunti.

Il messaggio di Maria Lai è un messaggio d'arte, d'amore, di rispetto reciproco; per questo al termine dell’omelia pasquale verrà proiettato il video di una delle sue opere più significative, Legarsi alla montagna, che hanno segnato il difficile percorso della contemporaneità.

L’intervento è del 1981, ad Ulassai. In quella occasione il paese intero venne trasformato in un grande telaio, con ventisei chilometri di nastro azzurro che lega tutte le case, e le case alla montagna e alle rocce incombenti. Materiali inerti e muti, come i muraglioni di cemento che fiancheggiano una strada di montagna, verranno tramutati in materia pulsante, evocazione di riti e festività collettive e antiche. La fisicità dei luoghi, insieme ai miti e alle leggende popolari, diventa parte integrante di un'arte radicata nell’oggi.

Nelle opere di Maria Lai vi sono sempre i fili. Perché il filo è il processo eterno dell'uomo, è anche vento e sereno, acqua e pietra, soprattutto pianto, stupore e attesa. È il tempo, e come tale l'uomo, l’io, tutti: tutti siamo tempo. L'arte sempre ha cercato di interpretare, di conoscere il principio e il fine delle cose in questo vasto mare dell'essere. Un mare che vuol dire Isola, Sardegna, con la sua bellezza unica al mondo, con i paesi caratteristici dell'interno sotto il Gennargentu e il Limbara.

Ed è Maria Lai a trasmettere i suoi messaggi di speranza con le opere esposte alla “Stazione dell'arte”, tra Jerzu e Ulassai dove vi consigliamo di andare per poter comprendere un autentico messaggio dell'arte contemporanea, quello che Maria Lai ha comunicato con la sua presenza nelle principali rassegne internazionali e che si ritrova ora al MUSMA. Museo della Scultura Contemporanea. Matera, dove una sua vasta antologica, aperta fino al 28 giugno, diventa occasione imperdibile per capire un aspetto ancora inedito della creatività del Novecento.

BIOGRAFIA

Maria Lai nasce a Ulassai il 27 settembre 1919. Nel 1939 lascia la Sardegna per iscriversi al liceo Artistico di Roma con Marino Mazzacurati. Dal 1943 al 1945 frequenta il corso di scultura dell'Accademia di Belle Arti di Venezia con Arturo Martini. Nel 2004 le viene conferita la Laurea Honoris causa in Lettere dall'Università degli Studi di Cagliari. Negli anni Cinquanta è a Roma, espone alla Quadriennale e tiene la sua prima personale nella Galleria L’Obelisco. Negli anni Sessanta si verifica un importante mutamento nella ricerca artistica di Maria Lai, la sperimentazione si estende a nuove materie e nuovi linguaggi: telai, libri e tele cucite, pani e terrecotte, fino alla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1978. Con gli anni Ottanta la ricerca sui segni e sui materiali assume una più accentuata connotazione ambientale: 1981, il suo straordinario intervento ambientale: Legarsi alla montagna, Ulassai (NU); 1983, La disfatta dei varani, Camerino (MC); L'alveare del poeta, Orotelli (NU). In questo periodo iniziano le collaborazioni con il teatro: 1983, Mare-Muro scenografia del concerto Strazza-Rizzo La Scaletta, Roma; 1985 Nello spazio di Euclide, Prato; 1986 Lettere al lupo, Prato, Alessandria, Trieste. Negli anni Novanta partecipa a numerose mostre nazionali e internazionali, mentre proseguono le sue operazioni sul territorio, come: 1988 Il Telaio nel lavatoio comunale, 1992 La strada del rito e Le capre cucite, Ulassai; 1993 Su barca di carta m'imbarco, Atelier sul mare, Messina; La scarpata, Ulassai; 1997 L'albero del miele amaro, Siliqua (CA); Il Tempo dell’arte, Su logu de s'iscultura, Tortolì (NU); 1999 Olio di parole 1, Museo dell'Olio Della Sabina, Castelnuovo di Farfa (RI); 2003 Quanti mari navigare, Località Sa Illetta, Cagliari; Il volo del gioco dell'oca; 2004 Libretti murati di terracotta; 2005 La casa delle inquietudini, Ulassai (Ogliastra).

Muore a Cardedu il 16 aprile 2013.

Mostre in corso

dal 2 marzo al 28 giugno 2014:

“Sette Calligrammi di Apollinaire e dieci acqueforti  originali di Ossip Zadkine”, Christophe Czwiklitzer Editeur,  Parigi – Basilea 1967, più una scelta di opere grafiche datate 1927 – 1967. In controcanto: L’opera grafica di Achille Perilli 1947 – 2010.

Prossima mostra:

29 giugno – 20 settembre 2014

Èmile Bernard, Les Fleurs du mal di Charles Baudelaire, xilografie, Ambroise Vollard Èditeur, Paris 1916. In controcanto: L’opera grafica di Antonietta Raphaël, 1948-1975.

Museo Internazionale della Grafica - Biblioteca Comunale “Alessandro Appella”
Palazzo dell’Antico Municipio, Piazza Guglielmo Marconi 3,
85030 Castronuovo Sant’Andrea (PZ)
Tel. 0973. 835014 – 3474017613,
e-mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Il MIG su Internet www.mig-biblioteca.it
Il MIG su Facebook MIG.Museo-Internazionale-della-Grafica

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